1-CYBERWORLD

   

    (Da: Pasquale Stanziale, Mappe dell'alienazione- da Hegel

    al cyberpunk- ad uso delle giovani generazioni, Erre Emme Ed.

    Roma 1995)

 

 

 

 

 

    Partendo  dall'idea che non esiste oggi un  ambito  analitico

    capace  di rendere conto della generalità  degli  accadimenti

    ecco  che, oltre a quanto già esposto, vengono  a  costituire

    chiavi  di lettura della nostra epoca le  tematiche  connesse

    con  ciò  che  viene definito CYBERSPACE.

    E  ciò  anche in relazione al nostro tema visto  che  termini

    come deterritorializzazione, o ciò che viene definito  come

    colonizzazione  delle menti  o   ansia  di identità  primaria

    sono  utilizzati  per  definire il  senso  della  alienazione

    postmoderna da vari studiosi contemporanei.

    Le  tematiche  pertinenti al cyberspace sono relative ad usi,

    modalità  e  possibilità di un universo che è:  comunicativo,

    simulativo,  interattivo, globalizzante, ludico.

    Ovvero  "Una  allucinazione  vissuta  consensualmente  ogni

    giorno  da migliaia di operatori... Linee di  luce  allineate

    nel non-spazio della mente, ammassi e costellazioni di  dati.

    Come le luci della città che si allontanano.." (1).

    Si  tratta  della  nuova  frontiera,  dominio   tecnologico

    informatico   e   telematico.   Vale   a   dire:   autostrade

    elettroniche,   rete  telematica  globale,  software,  realtà

    virtuale, banche-dati, computer-art ecc..

    Frutto  del   capitalismo  simulativo (2) il  cyberspazio  si

    mostra,  a  livello  di  consumo  corrente,  come  forma   di

    intrattenimento  elettronico   e,  a  livello  di  forme  più

    sofisticate,   come   l'indicatore   di    una    TRANSIZIONE

    TECNOCOMUNICATIVA  che, di là da una certa retorica di  moda,

    richiama  tutta  una  serie  di  implicazioni  filosofiche  e

    sociologiche, di  non  secondario  interesse, nell'epoca  del

    capitalismo mondiale integrato (3).

    Volendo  cercare  di  leggere  questo  universo   si  possono

    utilizzare   alcune  situazioni  di  riferimento  quali:   LA

    MUTAZIONE,  LA  VELOCITÀ, LE AREE CRITICHE.

    Per quanto riguarda la MUTAZIONE essa è, anzitutto,  relativa

    al  passaggio tra diversi ordini di sistemi  simulativi  (4),

    ovvero  mutamento  delle  fonti  emittenti  e   dell'universo

    ricevente, cioè dell'INFOSFERA.

    Si   tratta   di  un'area  di  processi-  per   molti   versi

    irreversibili-  correlati in gran parte con quella che  viene

    definita  TRANSIZIONE  TECNOCOMUNICATIVA (5). Ma non solo, la

    mutazione investe aree e nuclei sociali in  ondate sempre più

    ampie   in  relazione  alle  ri-produzioni   planetarie   del

    capitalismo integrato.

    Anche   l'IMMAGINE  acquisisce  nuovi  destini.  Essa   viene

    rivalutata  ontologicamente  dato che è essa  a  produrre  il

    mondo reale secondo  una  inversione  filosofica che  rimette

    in discussione i termini del  problema  della  metafisica  da

    Platone  a Hegel (6),  per  cui  oltre ciò che appare non c'è  

    più nessun altro riferimento o rimando.  L'immagine   diviene

    più  importante  della cosa per il sostituirla  a  tutti  gli

    effetti.  E  d'altra  parte si assiste  anche  ad  una  morte

    dell'immagine  dato  che l'immagine stessa,  ri-produttiva  e

    non, attraverso  i processi  di DIGITALIZZAZIONE può   essere

    scomposta e ricomposta, enucleata e  decontestualizzata al di

    di ogni referenzialità originaria e  di  rappresentazione.

    Il  concetto  stesso di REALTÀ entra in crisi  divenendo  un

    sottoprodotto   dato   che   sembra  aver  esaurito  le   sue

    funzioni e perso la sua consistenza materica, ridotta  ad una

    denotazione che non denota nulla (7), dato  che  in parallelo

    esiste   un'altra   realtà, VIRTUALE,   nata   dall'esercizio

    del potere di SIMULAZIONE.

    La REALTÀ  VIRTUALE e  una  realtà creata algoritmicamente e

    che  nel  paradigma  algoritmico  genera  le  sue possibilità

    creative, applicative e  interattive (8).

    La  rappresentazione  virtuale è certamente un  prolungamento

    dell'immaginazione,   una  immaginazione  in   cui   soggetto

    e  oggetto interagiscono nella simulazione informatica in uno

    spazio-tempo completamente diverso da quello kantiano.

    La realtà virtuale è una nuova dimensione globale che tende a

    doppiare  quella televisiva e che apre nuove  possibilità  di

    studio, creative, applicative e ludiche,  ma  che non  sembra

    però affermarsi come valore di  alternativa  (9)  sia per la

    genesi commerciale/militare di tali tecnologie che per il suo

    essere pur sempre una  merce, una  industria, una  pubblicità

    ecc..

    In  ogni  caso  non  è  possibile  non  constatare  come   LA

    RIVOLUZIONE  INFORMATICA  abbia  delineato  una  nuova   area

    problematica, in senso filosofico, rispetto  al  concetto  di

    REALTÀ,   relativizzando   questa  rispetto  a  ciò   che   è

    SIMULAZIONE, ARTIFICIALITÀ, VIRTUALE (10) ed anche per  ciò

    che riguarda il mondo  dell'arte (11).  

    È il tramonto dello spazio-tempo kantiano, del dominio della

    produzione materiale e della produzione di massa a  vantaggio

    della  mediazione  informatica e  dell'instaurarsi  di  nuove

    modalità  relazionali  e  comunicative  nell'età  del   post-

    fordismo.  

    Per  quanto riguarda la DIMENSIONE TEMPORALE essa,  come  già

    abbiamo  accennato, è soggetta a ridefinizioni diverse.  PAUL

    VIRILIO  recentemente ha fatto notare (12) come  nel  sistema

    dei  media  l'ISTANTANEITÀ comunicativa  comporti  un  tempo

    mondiale  unico,  il  real-time   telematico/televisivo,  con

    conseguenze  notevoli  tra cui, non ultima, quella di passare

    da una  opzione  politica basata sullo  scritto -   e   sulla

    riflessione-  ad  una  opzione politica  basata  su  reazioni

    immediate,  sulla  emotività  originata  dalla  comunicazione

    videoelettronica.

    Anche  la dimensione spaziale va a ridefinirsi in  base  agli

    effetti di DETERRITORIALIZZAZIONE ed in base alla  VELOCITÀ,

    un  tema questo al centro delle riflessioni di  VIRILIO,  che

    vede  nella  DROMOSFERA uno degli ambiti di  mutazione  della

    percezione   umana    più   interessanti    da    analizzare.

    Accelerazione,  perdita della  dimora,  una   estetica  della

    sparizione, sono tutti temi che Virilio  sviluppa  delineando

    una  visione decisamente pessimistica dell'epoca attuale.

    Noi  non  viaggiamo  più,  non   attraversiamo, perforiamo”,

    sostiene  Virilio; la velocità  cambia le nostre modalità  di

    percezione  ed  i nostri rapporti con il mondo (13).  Non  si

    aspetta  più per arrivare, l'inutilità della  partenza  porta

    all'inutilità  di  ogni  azione,  la  dromografia sostituisce

    la   cronografia, “il LASER e  il    campione-luce-del-mondo,

    culto solare tardivo.” (14).

    Sempre nell'ambito della MUTAZIONE il NEOBAROCCHISMO  segnico

    conferma   la  negazione  dell'essenza  a   vantaggio   della

    manifestazione.  Ciò   che  conduce  ad   una  ontologia  del

    simulacro, ovvero  alla sua logica vertiginosa, dato  che  al

    simulacro  viene  riconosciuta una effettività  che  dissolve

    l'originale (15).

    Neobarocchismo  è, sostiene FRANCO BERARDI,  coscienza  della

    transizione,    coscienza  del nulla che si trova  dietro  le

    apparenze,  coscienza  dell'inflazione  di  senso  e  di  una

    ontologia  che  non può che essere  picaresca  (16).  Berardi

    mostra  come  vi  siano analogie tra il  barocco  spagnolo  e

    l'epoca   attuale, soprattutto  per  ciò  che   riguarda   la

    trasformazione   tecnocomunicativa   e  gli   squilibri   tra

    infosfera e attività cognitive. Il punto di arrivo è, in ogni

    caso,  un  mondo senza criterio  di verità, in cui la  realtà

    nasce da un sogno divino e/o da un arti-ficio, in cui  quello

    che conta e l'evento, la  particolarità, l’attività,   ovvero

    l'empirismo   evenementielle  di Deleuze (17), di là da  ogni

    serialità, di invariati e/o di struttura.

    E  ancora Deleuze viene chiamato in causa, a proposito di una

    nuova DIMENSIONE COGNITIVA, da Berardi, che da Deleuze stesso

    mutua un  mentalismo dinamico:  ciò  che può  rispondere alle

    nuove   dimensioni   del  sapere   nell'età   delle   CULTURA

    DIGITALE e delle nuove TECNOLOGIE PROTESICHE.

    Per Berardi lo spazio cognitivo tradizionale e ormai in crisi

    per il verificarsi di una psicopatologia  della comunicazione

    che investe l'area della percezione e dell'immaginario.

    Cambia  l'intensità e la tipologia   dei  flussi  informativi

    e ciò non è senza conseguenza per l'universo della ricezione.

    L'istantaneità,  il fatto che il segnale tende ad appartenere

    all'ordine degli eventi (18),i riscontri soggettivi: è questo

    l'ambito  della mutazione  cognitiva  in  cui eventi e  segni

    si  fondono e  reagiscono  nella  canalizzazione infosferica.

    Ma  questa  e  anche  la   nuova  frontiera  dell'alienazione

    costituente, Berardi  non  può  non  ammetterlo, si parla dei

    virus, di  Burroughs,  di  colonizzazione  della  mente,   di

    ridondanza e  di  sommersione.

    Acquista anche una consistenza più che reale quello che molti

    definiscono  INTEGRALISMO TECNOLOGICO: la  tecnologia  intesa

    come  mediazione  fondante  anche nei  rapporti  sociali,  un

    dominio  tecnocomunicativo  condiviso  ed  esaltato  nel  suo

    valore di d'uso capitalistico.   

    E  siamo  cosi  penetrati in  un'AREA CRITICA,  nei  sussulti

    reattivi,   nell'alienazione   come   spazio    di   reazioni

    prima degli adattamenti, delle integrazioni e/o dei rifiuti.

    La  mutazione  in atto genera quella  che  Berardi  definisce

    discronia  paradigmatica   ovvero uno sfasamento critico  tra

    l'organismo   e   l'infosfera   (19),  ovvero    l'incapacità

    dell'organismo  di decodificare adeguatamente i  segnali  del

    mondo.  È  un  difetto  di  sintonizzazione,  una   distorta

    interazione  tra  la  mente e il mondo.  Ciò  genera  panico,

    depressione,  psicopatia,  tentativi  di  rimodellamento e di

    riadeguazione,  ovvero di RITERRITORIALIZZAZIONE  conseguente

    alla    DETERRITORIALIZZAZIONE   TECNOCOMUNICATIVA .

    È il  generarsi  di un'ansia da informazione, una   patologia

    che  comporta  una impossibilita di scelta critica  in  campo

    etico,  politico, economico ecc..  Si dilegua la  singolarità

    dell'esperienza   fino   ad   una   paralisi   dell'erotismo.

    L'inflazione  semiotica è una proliferazione dei processi  di

    significazione   con  una  contrazione  della   capacita   di

    recepirne il senso....(20).

    Questo partitura di analisi costituisce, a nostro parere, uno

    dei  momenti  migliori della ricerca di Berardi, per  il  suo

    mostrare come la deterritorializzazione spinga il BISOGNO  DI

    IDENTITÀ verso derive paranoiche di tipo politico-religioso,

    verso  forme  di  NOMADISMO e  verso  tutto  ciò  che viene a

    costituire  una DIFFERENZA identificatoria. La  mutazione  in

    tal caso passa per un riassestamento dei parametri  cognitivi

    che  vanno a rispondere alle nuove codificazioni  dei  flussi

    dell'infosfera,    pena   la   deriva   dello    spaesamento,

    dell'emarginazione paranoica.

    Tutto  ciò  porta  ad  un nodo problematico  in  cui  sia  il

    concetto  di  identità  che il concetto di   soggetto   vanno

    a ri-definirsi escludendo la figura del  sistema  per parlare

    di attività, seguendo  Deleuze.

    Il  problema dell'identità passa per una inadeguatezza  della

    psicanalisi  a vantaggio di una trasversalità  analitica  che

    vede  l'identità,  ad esempio,  in relazione  al  dominio  di

    sub-culture   schizo-virali  (21).   L'ambito è  quello della

    crisi  di  identità  generalizzata,   di  regressioni  socio-

    economiche,  della  scomparsa  delle  garanzie   contrattuali

    socio-semiotiche,  della società reale tendente ad essere  un

    sottoprodotto (22). L'ambito  è  quello posto in evidenza  da

    Deleuze-Guattari della DETERRITORIALIZZAZIONE CAPITALISTICA a

    cui  viene  a  corrispondere,   nell'area   di  una  dinamica

    costitutiva    dell'essere,     UNA    RITERRITORIALIZZAZIONE

    DELL'IMMAGINARIO (23).

    Per  Berardi  l'identità è il luogo  dell'enunciazione  è  la

    costruzione  di un ruolo nel flusso comunicativo. Ma è  anche

    una  MAPPA,  una menzogna che, nel suo irrigidirsi,  tende  a

    sganciarsi  dal ri-conoscimento. È anche un riparo  rispetto

    alla pioggia delle sorprese  semiotiche  e  ad  una  serie di

    trappole  che  simulano APPARTENENZE FITTIZIE.   Il  problema

    allora,  per Berardi, è DIS-SIMULARE, dissimulare   tra   una

    deterritorializzazione   (come   processo   di    alienazione

    tecnocomunicativa   capitalistico)   ed   una    ineluttabile

    riterritorializzazione   come   DESIDERIO   DELL'APPARTENENZA

    (disagio, insofferenza, nostalgia) (24).

    Per  quanto riguarda il SOGGETTO Deleuze, ripreso  ampiamente

    da  Berardi,  scrive  che esso  è  determinato  dall'attività

    cognitiva, ovvero, non esistendo il soggetto come  un  entità

    avente valore ontologico, allora  esso È  UN  EFFETTO,   una

    impressione di riflessione . Non c'è  un fondamento c'è  solo

    un    processo   di   soggettivazione,     niente     precede

    l'esperienza,  il  soggetto è solo una  attività  relazionale

    che interagisce con l'ambiente creando nessi tra idee.

    È  questo  l'empirismo  deleuziano per cui   il  soggetto  si

    struttura  a  partire dal dato, il soggetto è sempre  e  solo

    pratico  (25). E in effetti è una analisi, questa, abbastanza

    funzionale  a  quella  che potremmo  definire  una  filosofia

    cyberpunk che trova nell'incrocio delle  varie  derive  della

    mutazione  la  consapevolezza di  una   caduta   (sfasamenti,

    fuga,  morte,  de-generazioni ecc.)- è  l'accettazione  delle

    nuove  parametrazioni  tecnocomunicative entro cui ci si può

    costruire nuove identità attraverso la ricezione strutturante

    della semiosi (metaforica e non) come  riterritorializzazione

    appagante,  un  diverso livello di  equilibrio  dell'ecologia

    della mente (26).

    E  in  queste aree critiche della mutazione  si  verifica  la

    MORTE  DEL  CORPO,  ovvero  la  sua   sparizione   (27)  come

    proiezione   immateriale    della   corporeità,     struttura

    algoritmica.  È  l'INERZIA  POLARE  (28),  l'inoperosità  che

    nasce  dal comfort tecnologico, dalla  tecnologia  protesica,

    una   immobile  solitudine  interfacciata  con  un   universo

    artificiale entro cui la navigazione viene a rappresentare la

    metafora  di  un  nuovo  tipo  di  esistenza  dopo  la  morte

    dell'uomo moderno.

 

    dic.'93/ ott.'94

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    Riferimenti bibliografici

 

 

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    (4) F. BERARDI, La transizione tecnocomunicativa, in

                    Mutazione  ecc. cit.

    (5) F. BERARDI, La transizione ecc. cit.

    (6) F. BERARDI, L'estetica nella sfera dell'informazione,

                    in Mutazione ecc. cit.

    (7) F. BERARDI, L'estetica cit.

        M. PERNIOLA, La società dei simulacri, Cappelli,

                     Bologna 1981

    (8) B. WOOLLEY, Mondi virtuali, tr. it. Bollati Boringhieri,

                    Torino 1994

        M. BENEDIKT (a cura), Primi passi nella realtà virtuale,

                    tr. it. Muzzio, Padova 1994

    (9) B. WOOLLEY, Mondi  ecc. cit.

    (10) B. WOOLLEY, Mondi ecc. cit.

    (11) H. RHEINGOLD, La realtà virtuale, tr. it. Baskerville,

                       Bologna 1993

    (12) F. GAMBARO, Interv. a P. VIRILIO, l'Unita 26.9.94

    (13) P. VIRILIO, Estetica della sparizione, in Orizzonte

                     negativo, tr. it. Costa & Nolan, Genova 1986

    (14) P. VIRILIO, Orizzonte negativo, in Orizzonte ecc. cit.

         P. VIRILIO, Lo schermo e l'oblio, tr. it. Anabasi,

                     Roma 1994

    (15) F. BERARDI, Cosmovisione barocca, in Mutazione ecc. cit.

    (16) F. BERARDI, Cosmovisione ecc. cit.

    (17) G. DELEUZE, Empirisme et subjectivité, PUF, Paris 1953

    (18) F. BERARDI, La transizione ecc. cit.

    (19) F. BERARDI, L'immaginario cyberpunk nel purgatorio della

                     mutazione, in Mutazione ecc. cit.

    (20) F. BERARDI, Il rizoma neurotelematico, in Mutazione ecc.

                     cit.

    (21) F. BERARDI, L'appartenenza, in Mutazione ecc. cit.

    (22) F. BERARDI, L'appartenenza, in Mutazione ecc. cit.

    (23) F. BERARDI, L'appartenenza, in Mutazione ecc. cit.

         F. GUATTARI, Chaosmose, Galilee, Paris 1992

    (25) G. DELEUZE, Empirisme ecc. cit.

         G. DELEUZE, Signes et évenement, Mag. Littéraire, 9/1988

         G. DELEUZE, La piega, Leibniz e il Barocco, tr. it.

                     Einaudi, Torino 1988

    (26) F. BERARDI, L'immaginario ecc. cit.

         G. BATESON, Verso una ecologia della  mente, tr. it.

                     Adelphi, Milano 1976

    (27) G.  MONTAGANO,  Nota  a  P.  VIRILIO,  Estetica   della

                         sparizione, Liguori, Napoli 1992

    (28) P. VIRILIO, L'inertie polaire, E. Bourgois, Paris 1990

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    © by P. Stanziale 1995