PASQUALE STANZIALE

 

TOM

 

©  2001

 

 

 

 

 

ANXUR

 

 

 

una mattina di gennaio Tom è felice

sospeso in un'aria di viaggi e di musica

 

 

veloce la sua macchina

più della mente

verso una città reale: Anxur

avvolta da una nebbia solare

 

 

luoghi magici di Tom

luoghi per gli occhi e per il dolore

 

 

Tom sa che è stato felice

ha visto figure di donne

reclinarsi sul suo volto

 

 

ha sentito mani fresche di bimbi

chiudergli gli occhi

 

 

piccole folle lo hanno visto soffrire

e lo hanno applaudito

 

 

ha scavato parole

che ha offerto

in piena inquietudine

 

 

Tom è felice

in quella terra

di grandi periferie sabbiose e di canali

 

 

spiegando l'Angelo di Benjamin

 

slalom di confessioni sussurrate

caffè e romanzi

 

 

 

lungomare di marinai americani

che corrono, corrono

 

 

Anxur come un'altra vita

 

 

parole senza calcolo

e sguardi che lo sfiorano

 

 

oltre le balaustre del silenzio

 

 

in un fumo di Gauloises

 

 

Tom tra grandi immagini marine

e seni di roccia grondandi d'azzurro

 

 

Tom ha amato tutte le stagioni

 

 

le nubi rosse di gennaio

le colline d'autunno

il vento d'aprile

 

i diamanti dell'estate

 

 

Tom sa che è stato felice

 

 

 

 

 

 

 

 

HORMIAI

 

 

catrame e mare

giù nel profondo

degli anni selvaggi di Tom

 

 

il mare dei teatranti sudamericani

nella notte di luci pirotecniche e di trampoli 

mentre sghignazzava la nonna Erendiran

 

 

Tom non può parlare che del proprio dolore

e del viaggio verso i territori dell'inquietudine

 

 

così Tom cerca

in un autunno di sole

gli amici che resistono

e che impediscono al vento

di perdere il suo profumo

che il tempo si consumi

senza lasciare musiche

parole

notti teatrali 

pallidi schermi pulsanti di messaggi

 

 

Tom cammina nel pomeriggio

nella città di mare

dove ha consumato la sua vita

 

 

Tom sa di non avere più parole

ma solo sensazioni

 

paesaggi che gli riempiono gli occhi

vecchi che rantolano in ospedali marini

sirene-bambine che lo cercano sfuggenti

 

il bar sulla rada

dove un diavolo-pulcinella col codino

assume atteggiamenti da felino

e lo invita ad andare

andare

 

 

 

Tom allora si ferma e guarda la luna d'ottobre

correndo tra le macchine

raggiunge il lungomare deserto

 

 

vento, nuvole e riflessi di  luci

 

 

Tom sa

che in una delle finestre

che ammiccano dall'entroterra del golfo-

prima dell'oscura campagna-

la sua famiglia è una ferita

di gesti consueti e di quiete speranze

 

 

e Tom soffre di non avere tempo

per vivere e morire

e sente di avere una voce

che pochi conoscono

ma che vorrebbe scagliare lungo il tempo

 

 

e così Tom corre

e urla e  corre

e si ferma a scrivere

su un fazzoletto di carta

e canta e corre e corre

e poi si ferma

a sentire il calore della terra

e il suo silenzio

e il suo tempo di stagioni

e l'immobilità di un'alba marina

 

 

più tardi a casa

Tom respira

l'oscuro calore

delle camere

colme del sonno dei figli

 

un corpo di donna lo accoglie

senza chiedere niente

 

 

e la luce poi accende la nuova trama

 

 

 

 

 

 

No Man's land

 

 

 

Tom guida veloce

e vede le colline

che hanno bruciato tutta l'estate

e il vento

che muove le cime gialle dei pioppi

 

 

Tom scompare spesso da casa dal lavoro

vuoti inspiegabili

in certi momenti la sua scrivania è vuota

la moglie lo chiama

il figlio vuole giocare: nessuna risposta

 

 

e si vede Tom, di sfuggita

che presto scompare

camminare con un impermeabile bianco

nel vicino villaggio di mare

nell'ora che aprono i negozi

sconcertato assente

 

 

attraversa saltellando il suo tempo

giornalmente esplora la sua vita senza drammi

e la sera quando ama la moglie

quasi le parla delle sue assenze

ma a tempo si ferma

 

 

per Tom la storia

è odore di macchine veloci

e immagini di donne

che vanno disinvolte con duri sguardi

 

 

 

Tom  ancora al di qua del recinto di case

dove si parla da soli

dove le bottiglie chiamano altre bottiglie

dove i corpi si ingrassano e si disfanno

nel più assoluto silenzio

dove il gesto finale  pura violenza

 

 

 

lo vedono in certi bar

per ore

a scrivere a bere

a pensare inconcepibili applausi

a rifiutare eccentriche compagnie

 

 

con l'impermeabile bianco

cammina sul grigio di occhi

di strade di mare e di cielo

a novembre

quando la sera è tutto  nero uniforme

sotto le luci del porto

 

 

scarse parole

e vestiti sempre gli stessi

quasi antiquati

 

 

nel pomeriggio Tom scompare

partecipa ad una festa senza essere invitato

e improvvisamente tra tartine e bourbon

Tom dichiara un amore segreto alla ragazza infatuata

che lo sente-

e tutto  presto dimenticato

cancellato annullato tacitamente-

Tom sa che  giusto

e che ogni cosa deve avere il suo tempo

e questo  il problema di Tom

 

 

Tom cammina in un villaggio di mare

quando aprono i negozi

e stagna la vita solita e sicura

e i gabbiani seguono le barche

e Tom ha l'impressione

d'essere in anticipo e in ritardo

sul tempo e sulle cose

 

 

ma forse leggendo quello che Ton scrive

e sentendo la musica che gli piace

si capiranno le sue vere intenzioni

le domande agli anni a doppia faccia

tra sequenze quotidiane e scene segrete

 

 

troppi segreti e quelle scomparse

quelle insistenze necessarie

 

 

 

 

Ton cammina tra giocattoli e bar

carta matita e musica

e occhi grigi al mattino

che la moglie lo guarda

e quasi capisce ma non parla

per paura o rispetto

tutto va per il meglio

un bacio e Tom esce

 

 

Tom scrive e scrive

nel bar bevendo

e guardando le navi partire

tra musiche e risate

e Tom costruisce uno scenario di tempo

confidenziale e arrabbiato

con gocce di sangue

rumori d'aereo

scrosci d'applausi

e colpi di tosse

 

 

Tom torna a casa a giocare col figlio

ad amare la moglie

e muore di notte

e facilmente si sveglia

e facilmente scompare

certi pomeriggi

certe mattine

sempre più spesso

certi momenti

lunghi quanto una vita

 

 

 

1997

 

© by PASQUALE STANZIALE 2001