6.B- Nota sulla modernizzazione (P. Stanziale Omologazioni …)

 

 

Modernizzare significa anzitutto distruzione, forse distruzione creativa.

R. Dahrendorf, 1998, Bilancio o speranza, Der Spiegel

 

 

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Il tema sociologico-storico della modernizzazione è ampiamente presente nella pubblicistica Italiana. Esso è affrontato variamente dai sociologi con abbondanza di approcci e di articolazioni. Anche nelle presenti pagine emerge un ambito dialettico della modernizzazione che rimane, in una visione europea, un orizzonte di riferimento estremamente importante per aree problematiche dal punto di vista degli assetti socio economici e dello sviluppo come quelle del Mezzogiorno.

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In ogni caso tutti gli autori tendono a definire la modernizzazione come un processo globale, o insieme di processi, attraverso cui avviene un progressivo cambiamento, storicamente determinato in senso sociale, economico, politico e culturale. Processi dunque che rimandano ad un progresso storicamente individuabile che si richiama al concetto di modernità quale è riscontrabile nello scenario storico degli ultimi duecento anni con l'Illuminismo, le rivoluzioni, lo sviluppo delle scoperte scientifiche. Questo in senso generale, ma altrove (P. Stanziale 1995 1998) abbiamo già posto in evidenza l'aspetto culturale della modernità come itinerario dell'alienazione e come articolazione della critica debordiana della società dello spettacolo. Per quanto riguarda l'area Mezzogiorno-Sessa Aurunca in cui la modernità e la post modernità non sono presenti in un quadro di aspetti patologici acuti va pure specificato che per molti aspetti queste realtà sociali non possono rientrare in un ambito di modernità in senso classico. Queste aree grigie di parte del Meridione sono state solo in modo parziale e/o disomogeneo coinvolte nelle direttrici essenziali del processo di modernizzazione, come abbiamo già accennato, processo, questo, a cui Galasso dedica, in parallelo con altri storici, ma, a nostro parere con un più pregnante ambito di riferimenti sociologici- confermati nell’impostazione anche da recenti contributi sulla stessa linea (tra tutti Galli della Loggia 1998)- un apposito capitolo nel suo libro sul Mezzogiorno europeo (1982). Galasso esamina le sfasature, gli elementi avventizi del processo in relazione alle pressioni esterne, all'ambito temporale, all’edonismo, alla disgregazione sociale e coscienziale, al sistema politico nel suo andamento storico fino alle soglie degli anni '80. La conclusione di Galasso è giustamente problematica. L'area grigia risultante è contraddittoria per la tipologia delle componenti in atto, per la dialettica sbilanciata e non produttiva tra tradizione e modernizzazione tra immobilismi e aspetti trasformistici.

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Il tema della modernizzazione, nella gran parte dei casi, tende a proporsi come struttura di indicatori tesa, da una parte, ad individuare le aeree processuali dei trends e da un'altra parte a valutare gli approdi processuali raggiunti.

Questi indicatori (valutativi) sono importanti perché inquadrano cambiamenti e definiscono altrettante direttrici schematiche entro cui è possibile collocare l'agire economico, politico-sociale e culturale di un area.

Naturalmente si tratta di standards non certo applicabili indiscriminatamente ad ogni territorio ma costituituenti un orientamento di massima entro cui delineare forme di sviluppo in una dialettica di compatibilità ambientale e di tipologia di obiettivi. E' utile esaminare alcuni di questi indicatori nella prospettiva del pensiero classico (G. Martinelli 1998).

1- Lo sviluppo scientifico e tecnologico come fonte di cambiamenti sociali e di crescita economica. 2- L'industrializzazione. 3- I mercati. 4- La divisione del lavoro. 5- L’aumento della mobilità sociale. 6- Lo sviluppo delle organizzazioni politiche. 7- La secolarizzazione. 8- I cambiamenti demografici. 9- La privatizzazione della vita familiare. 10- Cultura e consumi di massa. 11- Individualismo, razionalismo, utilitarismo. 12- Lo sviluppo dell’universo simbolico. 13- La compressione del tempo e dello spazio.

In ogni caso è l'agire razionale weberiano che tende a permeare i vari aspetti della vita, l'individualismo come prospettiva di realizzazione del sé e l'utilitarismo inteso come ricerca dell'utile soggettivo che rimanda al perseguimento di un bene comune (un utilitarismo certo ben diverso da quello relativo alla cultura contadina): sono questi i punti fondamentali della cultura della modernità. Gli indicatori e le dimensioni dell'azione sociale suddetti rientrano nell'ambito della sociologia della modernizzazione contemporanea e servono ad inquadrare le dinamiche dei paesi in via di sviluppo avendo come riferimento principale la teoria di Rostow (1962) sugli stadi di sviluppo economico.

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Il Modello di Parsons- Shils (1970) richiama analisi interessanti rispetto ai processi di modernizzazione in generale e rispetto ad aspetti del modello culturale locale. In particolare si nota:

-come nel modello culturale locale si tenda più a valutare l’altro non in base a ciò che si acquisisce, a capacità e prestazioni, ma in base a fattori di appartenenza e non pragmatici

-come nel modello suddetto sfuma talvolta la differenza tra il contesto riguardante il perseguimento di un interesse individuale ed il contesto relativo al perseguimento di interessi collettivi.

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Anche l’Harward Projet di Inkeles (1974- ma anche A. Martinelli cit.) relativo ad una griglia parametrica comparativa di modernizzazione, studiata per alcuni paesi in via di sviluppo, si presenta con significativi assi di riferimento riconducibili all’economia del presente lavoro, relativamente al livello di modernizzazione degli ambiti territoriali di cui ci siamo occupati in precedenza:

-disponibilità all’innovazione ed al cambiamento

-fiducia nelle proprie capacità individuali e/o di gruppo nella possibilità di affrontare problemi collettivi

-enfasi sul presente e sul futuro piuttosto che sul passato

-disponibilità ad accettare e valutare positivamente la differenza di opinione nonché il delinearsi di una autonomia di giudizio rispetto a tematiche pubbliche

-la distribuzione di ricompense in relazione a regole condivise ed in relazione alla capacità e del contributo.

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Pure la processualità modernizzante studiata da Black (1991) mostra elementi analitici (simili a quelli di Rostow cit.) non rilevabili in modo organico in gran parte delle aree del Mezzogiorno e ed in quella locale:

-la fase in cui una società tradizionale consapevole delle proprie risorse strutturali e culturali si pone ad un confronto evolutivo con le sfide della modernità e con i fautori locali di tale modernità

-la fase conflittuale in cui dopo il confronto tra tradizione ed innovazione emerge una leadership innovatrice

-la fase di una trasformazione e di un mutamento relativi al passaggio da una società tradizionale (rurale) ad una società con assetti moderni dal punto di vista produttivo e culturale

-la fase di una riorganizzazione strutturale della società.

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La teoria di Rokkan (1975 1984) si occupa invece di definire le soglie critiche dello sviluppo politico: tema che viene a proporre una serie di problemi pure riscontrabili nell’ambito dei processi sociali nelle aree di cui ci stiamo occupando:

- anzitutto la cosiddetta crisi di legittimazione relativa a ciò che è autorità ed a ciò che è responsabilità dei governanti

- le modalità secondo cui viene esercitato il potere

- il modo con cui questi poteri vengono a rappresentarsi nella società

- i rapporti tra poteri ed il loro peso istituzionale e di fatto (spazio di sfasature e di contraddizioni emergenti in modo abbastanza evidenti nelle parti precedenti del presente lavoro)

-la crisi di fiducia nelle istituzioni politiche per le loro rappresentazioni sociali e per i comportamenti sociali pertinenti (qui evidente è il richiamo a Banfield e al suo familismo amorale come emblematico dei rapporti tra società e famiglia quali si sono sviluppati nel Meridione dall’Unità d’Italia)

-la crisi di penetrazione, relativa a quanto operato dalle istituzioni rispetto a società di transizione (iniziative amministrative ed economiche- mobilitazione di risorse umane e finanziarie- risultato di tali iniziative che, nel caso del Meridione, mostrano un bilancio in gran parte fallimentare)

-crisi di partecipazione, riguardante la domanda di partecipazione ai momenti decisionali (che, nei processi sociali di cui ci interessiamo, vedono vaste aree di disinteresse e di sfiducia unitamente ad aree diverse di interesse)

-crisi di integrazione, pertinente all’intera struttura del sistema politico per quanto riguarda la distribuzione delle cariche, l’entità delle realizzazioni e delle risposte rispetto ai bisogni generali della società (anche in questo caso le analisi precedenti sono ricche di indicatori non entusiasmanti rispetto agli specifici punti accennati)

-la crisi di distribuzione, infine, richiama i concetti di tenore di vita e di benessere sociale: si tratta della distribuzione equa delle risorse, della presenza diffusa di servizi sul territorio e della redistribuzione del reddito (per tale ambito una risposta relativa al tenore di vita nell’area casertana è presente nella nota successiva alla presente).

Altrove Rokkan (1975) disegna un ambito bidimensionale europeo quale spazio di riferimento dei processi modernizzanti:

-una dimensione Nord-Sud caratterizzante in senso culturale e religioso, in cui la maggiore distanza da Roma comporta una maggiore costruzione di identità culturali nazionali, tema questo ripreso da Galli della Loggia (1998 cit.) a proposito del problema dell’identità nazionale italiana pure da intendersi, come già accennato, quale terzo elemento caratterizzante, con l’oligarchia ed il familismo, la nostra identità nazionale

-una dimensione Est-Ovest caratterizzante in senso economico uno sviluppo di nazioni che vedono come loro centri propulsori le città come poli di sviluppo commerciale e monetario del territorio.

 

 

 

 

Riferimenti bibliografici

P. Stanziale, 1995, Mappe dell’alienazione, Erre Emme, Roma

P. Stanziale, 1998, (a cura) Situazionismo. Materiali per una economia politica dell’immaginario, R. Massari Editore, Bolsena (Viterbo)

G. Martinelli, 1998, La modernizzazione, Laterza, Roma- Bari

E. Galli della Loggia, 1998, L’identità italiana, Il Mulino, Bologna

S. Huntington, 1968, Political Order in changing societies, Yale Un. Press

M. Levy jr. 1966, Modernization and the structure of societies, Princeton Un. Press, Princeton (N.J.)

A. Inkeles, D. H. Smith, 1974, Becoming modern: individual change in six developing countries, Harward Un. Press, Cambridge (Mass.)

W. Rostow, 1962, Gli stadi dello sviluppo economico, Einaudi Torino

C. E. Black (a cura) 1976, Comparative modernization, Free Press, New York

T. Parsons E. Shils, 1970, Economia e Società, F. Angeli, Milano

S. Rokkan in C. Tilly, 1984, La formazione degli Stati nazionali nell’Europa occidentale, Il Mulino, Bologna

S. Rokkan, 1982, Cittadini, elezioni, partiti, Il Mulino, Bologna