P. STANZIALE 

AL DI LA’ DELLA PSICOANALISI 

 

CYBERANALYSIS

(Note per una analisi lacaniana del ciberspazio)(1)

 

 

"Il soggetto, in quanto parla, può interamente trovare la sua risposta, la sua replica, il suo segreto, il suo mistero, nel simbolo costruito che sono per noi le macchine moderne, cioè in qualcosa di ben più acefalo ancora di quanto abbiamo incontrato nel sogno dell'iniezione a Irma.

Il che vuol dire porre la questione dei rapporti della significazione con l'uomo vivente."

(S II 236)

 

"La significazione come tale non è mai là dove crediamo che debba essere."

(S II 238)

 

"Il significante ha una virtù curativa per il fatto che esso può rappresentare il soggetto, e solo per un altro significante. L'essere parlante, offrendosi a questa rappresentatività, può immaginarsi identificato a questa sola funzione significante: non c'è che da seguire la metonimia... Le situazioni in cui alcuni significanti prescelti offrono in tal modo il loro riparo agli umani sono numerose. La psicologia delle masse vi trova le ragioni del suo successo.." (2).

 

 

1

Lacan nel suo giocare a pari e dispari con una macchina (S II 223), nel suo riferirsi ad un al di là dell'intersoggettività, anticipa certamente riflessioni che prendono corpo ed aprono prospettive critiche  nell'attuale mutazione tecnocomunicativa (3). Prospettive necessarie e produttive perchè è compito di un pensiero critico, di cui è parte la psicoanalisi, procedere alla decostruzione di quel mainstream attuale rientrante nell'ambito delle modalità produttive  postfordiste (4).

La psicoanalisi lacaniana ci sembra particolarmente abilitata ad essere usata nello studio del ciberspazio e del ciberdiscorso, ambiti ormai imprescindibile dell'orizzonte della nostra epoca che tende ad onnicomprendere, terminalizzare (il soggetto-terminale tende a diventare un effetto dell'algoritmo simulativo) e interfacciare ambiti relativamente ad un universo di risposte, di identificazioni e di saperi. Il soggetto lacaniano come  si colloca in questo discorso? Quali connotazioni tende ad assumere in questo universo? Come diviene terminale (multiplo?) nell'interazione cibernetica (altrimenti detta navigazione)? Quali implicazioni ermeneutiche ed epistemologiche vengono ad emergere in tale contesto?

 

 

2

Un testo di riferimento da cui non si può prescindere  per lo sviluppo delle ipotesi che seguono è  ineluttabilmente La vita sullo schermo di Sherry Turkle (5). Un libro che  è utile  soprattutto perchè pone in evidenza tendenze e problemi relativi al rapporto tra il soggetto e la macchina-computer (CHI). Un rapporto da cui l'autrice si sforza di far emergere la delineazione di un nuovo circuito circoscrivente  il concetto di identità. Allo stesso modo, abbastanza emblematico, è il recente Cybercultura di Pierre Lévy (6) che satura, in un certo qual modo, la riflessione sulle ricadute socioculturali delle nuove tecnologie informatiche. Vari sono poi i contributi analitici  richiamabili per questo ambito di riflessioni, contributi in cui si ruota sempre intorno alle due seguenti domande-chiave apparentemente semplici.

 

Cosa succede quando si accende un computer?

Quali sono le rappresentazioni della macchina-computer?.

 

3

Non è tanto scontato intanto puntualizzare il fatto che il computer è una anzitutto una merce in senso marxiano, una merce che viene ad assumere un particolare paradigma di significazioni. Sono indicativi, in tal senso,  i tre ambiti nel contesto dei quali intendiamo sviluppare le nostre annotazioni:

-il computer è un'estensione della  nostra mente (e/o della nostra intelligenza),

-la merce-computer che  apre ad uno spazio interattivo virtuale (computer come soglia, porta o meglio finestra interattiva, simulativa ed esplorativa ),

-la merce-computer che  si carica di una specie di valore aggiunto d'uso.

Va poi analizzata l'area delle interazioni col soggetto. Un primo insieme di considerazioni può essere tracciato, con opportune puntualizzazioni, attraverso lo studio della Turkle di cui abbiamo parlato. Anzitutto i concetti di vivere on-line, di collegamento tra tecnocorpi e di identità come modalità che possono essere viste sia come allargamento di aree  pertinenti all'immaginario ed al simbolico- comunicativo sia come riduzione orientata delle stesse aree, un insieme che può ben essere posto in relazione al canonico schema L (vedi Schema relativo) per cui il ciberdiscorso viene a  riguardare, il soggetto ma  soprattutto l'/a'/l'/io/ e  l'Altro di cui il ciberdiscorso stesso  ne rappresenta un'area. La topologia lacaniana del soggetto è quindi abbastanza esplicativa in tal senso,  il soggetto

/S --> (a)'ltro/ 

ha a che fare con un universo in cui vige la supremazia della parola e del significante (qui prendono forma il soggetto testuale e l'Altro testuale) e in questa dimensione che viene a delinearsi il soggetto in questione tra l'al di qua del Soggetto e l'al di là dell Altro, ovvero tra una barratura del soggetto e una offerta algoritmico-simulativa che coinvolge gli altri termini dello Schema L. Topologicamente è come se al centro dello schema si collocasse il ciberspazio come rete significante in grado sia di ridefininire e  riorentare  le relazioni immaginarie riguardanti l'/io/ che di realizzare  l'interazione algoritmico-simulativa propria del ciberspazio (vedi Schema Topologia del soggetto e ciberspazio). Allo stesso modo altri schemi topologici lacaniani possono ben rendere conto del soggetto ciberspaziale. Anzitutto le Schema R (vedi) , in cui il triangolo /0 i m/ (S 913) rappresenta un ordine relazionale (narcisismo, proiezione, captazione ecc.) proprio del soggetto ciberspaziale, e quindi gli altri campi con le loro rappresentazioni. Si può anche ritenere che l'interfaccia con l'altro immaginario si collochi sul segmento i M mentre certi giochi simulativi (MOO, MUD, IRC, PALACE ecc.) hanno certo una collocazione sul segmento m I. La navigazione, così, è da ritenersi pur sempre un percorso di bordo (striscia di Möebius), un percorso riguardante il soggetto come taglio (S 914), taglio che origina il campo in cui il tenente-luogo è il fantasma da intendersi come $ <> a, il fantasma che tiene il posto del reale (7), il fantasma che marca la significazione di bisogno del soggetto (S 690)  e che ha una parte nell'Altro  (S 786). Il soggetto ciberspaziale, infine, per la dinamica relativa al rapporto Reale/Virtuale/Immaginario è chiaramente metaforizzato negli Schemi del Modello ottico degli ideali della persona (vedi) le cui figure andrebbero particolarmente studiate con riferimento agli algoritmi simulativi. Allo stesso modo i grafi 1,2,3 (Vedi) rendono conto, anche nella dimensione cyber, di come  la parola si faccia vettore di pulsione tra desiderio e fantasma.

 

4

A questo punto sembra ben delineata un prospettiva di ricerca aperta a tutto un arco di spunti analitici. Tra questi ci sembra possibile ipotizzare quello che si potrebbe definire come  lo Stadio dello schermo in cui per schermo si intende l'interfaccia soggetto/computer nella sua funzione comunicativa fondamentalmente iconico-testuale. Ciò che può ritenersi caratterizzante questo stadio riguarda principalmente:

 

-una dilatazione dell'Immaginario (prolungamento topico dell'Immaginario là dove altri parlano di dilatazione dell'intrapsichico individuale (8) ovvero l'Immaginario incontra l'offerta simulativa

-una dilatazione  narcisistica  nell' economia  dell'Io (il computer è uno specchio, è un amico ecc.)

-un ampliamento simulativo   dei processi di identificazione (nella media-azione telematica viene ad emergere un sé fluido, multiplo- ovvero una specie di ek-stasi dell'essere multiplo (9)- ovvero essere una serie di personae virtuali ecc. (10)

-un ritorno (dialettico) alle alienazioni connesse con la terza fase dello stadio dello specchio e con il terzo tempo dell'Edipo (vedi Schema Stadio dello specchio ed Edipo)

- un emergere della struttura economico-dinamica dei processi primari (non esclusi schemi allucinatori primitivi) unitamente a forme regressive

- l'immagine virtuale richiama un oltre lo specchio (vedi Stadio) come sintesi di ego e di ego ideale (S I 124).

 

La fenomenologia del ciberspazio comprende le  suddette caratterizzazioni- e varie altre ancora- a partire da tutte quelle captazioni, identificazioni, illusioni e quanto altro riguarda l'economia   dell'Io (pure leggibili nel contesto di  una lettura evolutiva degli schemi interpretativi lacaniani). In particolare la dilatazione narcisistica ed i meccanismi identificatori vengono ad avere uno spazio di fascinazione più ampio, ad esempio rispetto alla Televisione, di cui il computer è, in qualche modo, il prolungamento interattivo (11). 

 

 

5

La Turkle nelle sue ricerche, sulla scorta di numerose testimonianze, esperimenti ed analisi di software simulativo, mostra come il ciberspazio venga a corrispondere, per vari aspetti, alla lacaniana scomparsa dell'Io per il predominio delle catene significanti nella costituzione del senso individuale (12).  Essa ritiene che il ciberspazio costituisca, con le sue possibilità algoritmico-simulative, sia un luogo in cui, attraverso la simulazione, si cerca di rendere conto della complessità del reale, sia un universo in cui esprimere identità diverse da quella offerta quotidianamente dai soggetti nel mondo reale. Si tratta per la Turkle di una opportunità di conoscenza offerta dal ciberspazio a vantaggio della vita reale: un assunto questo che sembra, dal contesto generale delle sue ricerche, emergere però principalmente come cambiamento dovuto alla tecnologia e non come effettivo contributo allo sviluppo psicosociale.

In una prospettiva diversa si muovono altri ricercatori come. N. Holland e B. Kunstler (13).

Il primo (14), scrivendo di Internet, mostra come nella navigazione siano presenti sintomi regressivi per quanto riguarda alcune situazioni quali

l'aggressività e le minacce,

le molestie sessuali,

l'eccesso di generosità:

ciò sulla scorta di una vasta serie di ricerche sperimentali ed in connessione con quello che viene a definirsi (15) come dramma di identità. Dramma che comprende una articolata area sintomale per cui il computer

rientra in fantasie falliche,

è una macchina che dà sicurezza e anonimia,

viene ad emergere  una tossicodipendenza da computer,

il computer diventa genitore,

ha una funzione terapeutica,

apre al sesso virtuale,

il computer è una persona,

l'uso di Internet comporta deprivazioni sensoriali,

il soggetto è testuale,

Internet ha a che vedere col confessionale,

c'è una preferenza schizoide per il computer che è logico, prevedibile e non critico,

Internet è l'analista,

Internet limita e/o amplifica aspetti della comunicazione umana,

in Internet il soggetto diventa macchina e la macchina diventa umana.

La conclusione di Holland è che la regressione di Internet, tutto sommato è divertente.

Attraverso queste analisi sono abbastanza evidenti, di là da ogni altra considerazione,  le ricche cariche trasferenziali e proiettive attraverso cui vengono vissute le esperienze ciberspaziali le quali, molto spesso, in termini heideggeriani, rappresentano uno scadimento nella chiacchiera telematica, un aspetto questo solo accennato da Holland ma che è ben presente nelle analisi di Kunstler il quale, a nostro avviso, focalizzando più criticamente la visuale sul soggetto si pone in una prospettiva più significativa. Kunstler ritiene che l'interazione dell'uomo con il mondo elettronico (CHI) produce un nuovo tipo di soggettività, molto strana, il nuovo soggetto è fluido, replicabile, manipolabile (16). Una soggettività che Kunstler decisamente indica come prodotto, risultato di una frammentazione (17) che si cerca di ricomporre assegnando al soggetto un potere (signore del web) che non è niente altro che l'effetto di un sofisticato algoritmo simulativo, ovvero siamo al soggetto-merce del marketing elettronico(18). Rispetto al problema delle identificazioni ed al potere liberatorio della rete Kunstler è abbastanza scettico. Egli sottolinea l'aspetto proiettivo della simulazione e richiama il fatto che il problema rimane pur sempre l'identità di partenza. L'impatto delle tecnologie sul soggetto, di là da ogni retorica di maniera, non sembra comportare una effettiva evoluzione verso un nuovo livello di consapevolezza, anzi quella che è definibile come economia dell'immaginario (19)  viene ad essere preda di di più sofisticate e diffuse forme di colonizzazione.

La comunicazione stessa nel ciberspazio tende ad essere estatica e/o delirante secondo Baudrillard, ovvero "..siamo, con la promiscuità immanente e l'eterna connessione di tutte le reti nella comunicazione e nell'informazione, in una nuova forma di schizofrenia (..)  una prossimità troppo grande di tutto, una promiscuità infetta di qualsiasi cosa, che lo investe e lo penetra (il soggetto) senza alcuna resistenza, senza che nessun alone, nessuna aura, neppure quella del proprio corpo lo proteggano (il soggetto). Lo schizofrenico è aperto a tutto contro la sua volontà, vive nella più grande confusione (..) Ciò che lo caratterizza non è tanto la perdita del reale, come si dice abitualmente, quanto questa prossimità assoluta e questa istantaneità totale  delle cose, questa sovraesposizione alla trasparenza del mondo.." (20). Il soggetto frattale di Baudrillard è un soggetto "..diffratto in una moltitudine di ego miniaturizzati... il soggetto frattale non sogna altro che di assomigliarsi in ognuna delle sue  frazioni... un Narciso che non sogna più la sua immagine ideale ma una formula di riproduzione genetica all'infinito..." (21). L'ipotesi di Baudrillard è radicale: "..non c'è più anima, non c'è più metafora del corpo.. siamo tutti dei mutanti.." (22).

 

6

Per tornare nell'area lacaniana ci sembra che le nuove soggettività, relativamente alla connessione elettronica (CHI), possano ben rientrare nel circuito di quella mutazione sintomale di cui scrive Eric Laurent (23) legata ad un'epoca in cui l'Altro non esiste o collassa (24), ovvero quando l'area soggettiva tende ad avere come unico spazio di riferimento, una deriva:

S --->(a)'ltro-->(Io)a 

(vedi Schema L), un ambito di indebolimento degli ideali dell'io in cui la relazione immaginaria ha una sua area di tamponamento anche ad opera della connessione elettronica (CHI). Le depressioni, le personalità nevrotiche, la clinica del farmaco, le tossicodipendenze e le 16 personalità in un sol corpo: tutto ciò per Laurent ha riscontro nella solitudine di un soggetto  privo di relazioni interpersonali significative (non basate sulla chiacchiera simulativa), rientra in spazio governato dal godimento, dalla morte e dall'assenza, nel luogo della struttura, di una entità che dica No.

Anche Zizek, operando nell'area lacaniana, insiste sul Grande Altro e sulla sua hegeliana astuzia della ragione rispetto al soggetto. Il ciberspazio, quale lo abbiamo delineato, è parte di questo Grande Altro nei suoi aspetti di fiction e di fantasy (25) quali dimensioni della nuova cultura di massa. Ci sembra che la  libertà digitale, una trasgressione che diventa supporto, un mantenere la distanza, ma senza mettere in discussione il Padrone: tutto questo rappresenta le componenti generali di un Grande Altro (digitale)  certamente avvertibile in varie forme egemoniche pure nell'ambito del ciberdiscorso. Zizek, inoltre, mostra come il Grande Altro, nella sue varie componenti, partecipi ad uno spinozismo (l'ideologia del tardo capitalismo)(26) che, nell'affermazione della universalità del significante  tende, in termini lacaniani  (S XI 279), a sganciare il sapere S2 dal significante-padrone S1: ciò che comporta una esaltazione dell'universo  metonimico. Questa teoria ben rende conto di aspetti strutturali che governano  l'area Cyber e, per quanto riguarda la metonimia, essa è certamente una dimensione preponderante del ciberdiscorso proprio in termini lacaniani nel senso della combinatoria sintagmatica, in senso retorico, nella dinamica del desiderio e nei meccanismi dello spostamento.

Il ciberspazio, infine, proprio come rete tende ad essere un'espansione del  simbolico, una espansione reticolare simbolizzante tesa a coprire quanto più spazio possibile nel suo portato economico riguardo l'immaginario e il reale. Resta, comunque un resto, il non simbolizzabile, quello che Zizek definisce l'X irrappresentabile (27), ovvero lo spettro di Derrida, l'ineliminabile prodotto  del fallimento ineluttabile della simbolizzazione......

 

7

Lacan scrive "Un fantasma è una frase" (28)  indicando  ciò che tiene per il soggetto e quindi il testo, la traccia sul monitor. Il soggetto qui è testuale nello stesso modo in cui è terminale (CHI) ovvero è effetto (29) del ciberdiscorso. Siamo nella logica del fantasma, ambito cui abbiamo già accennato (nota 3). Ambito che caratterizza il fading del soggetto in corrispondenza con una fantasmatizzazione che supporta il desiderio partecipando, in parte, al gioco dell'Altro. Questo fantasma che è il motore della realtà psichica (30)  nel ciberspazio trova un  nuovo ambito di supporto. In effetti la dinamica fantasmatica lacaniana è proprio ciò che viene ad emergere attraverso la realtà virtuale (VR) ovvero

 

VR --> ($ <> a).

 

L'algoritmo simulativo- interattivo sembra consentire una virtualizzazione attraverso cui si manifesta la struttura fantasmatica soggettiva. In tal senso Zizek spiega come sia possibile il sesso virtuale (31) dato che l'algoritmo simulativo-interattivo fa emergere l'elemento fantasmatico che presiede all'atto sessuale reale.

 

8

Tutto ciò indica come sia possibile una lettura lacaniana di vari aspetti del ciberspazio verso un confronto, necessariamente produttivo, con questa mutazione comunicativa, questa nuova dimensione ormai costitutiva del mondo attuale, ma anche con un immaginario fantascientifico, quale quello, ad esempio, di W. Gibson che, in vario  modo si richiama alle teorie lacaniane. In particolare il confronto va fatto con quasi un decennio di cyberpsychology, in gran parte statunitense, area questa che negli ultimi tempi ha visto anche contributi  di qualche studioso  italiano (32). Per quanto riguarda la cyberpsychology un bilancio delle ricerche non è ancora possibile. In ogni caso si può dire che gran parte delle sperimentazioni rientrano nella tradizione della egopsychology, orientate a realizzare forme di psicoterapia on-line (33), solo una parte tende ad investire l'area psychoanalytic mentre l'area psichiatrica è abbastanza interessata al campo VR anche in Italia. Può essere indicativo, infine, accennare, oltre a quanto già riportato a proposito di Kunstler ed Holland (nota 5), a come viene rappresentata l'esperienza psicologica del  ciberspazio. Essa, per Suler (34) risulta caratterizzata da:

 

-ambiti sensoriali limitati

-identità flessibile e anonima

-dilatazione spaziale

-condensazione temporale

-stato onirico

-uniformità di status

-dilatazione dell'ambito relazionale.

 

Per quanto riguarda invece il comportamento ciberspaziale, in relazione ai vari tipi di personalità,  McWilliams isola alcuni stili di personalità quali

 

-gli antisociali

-i narcisisti

-gli schizoidi

-i depressivi

-i masochisti

-gli ossessivi

-gli isterici

-i dissociati (35).

 

Tra l'altro la McWilliams osserva che gli schizoidi tendono ad essere continuamente in agguato, come i fanatici di informatica tendono a rientrare tra gli antisociali, come i narcisisti producano lunghi blocchi di  testo ecc. ...

Per quanto riguarda la cybertherapy essa  è orientata allo sviluppo di due settori: specifici modelli di software in fase ormai avanzata di sperimentazione (Eliza, Siggie ecc.) relativamente alla terapia computerizzata; terapia on-line con un analista.

Nel primo caso Suler (36) sostiene che il software che sostituisce l'analista dovrebbe essere:

 

personalizzato,

disponibile,

sempre positivo,

portare a forme articolate di professionalità,

avere un data base comprendente verità universali sulla vita,

portare ad una ristrutturazione conoscitiva,

sviluppare le associazioni libere,

restituire trascrizioni di sessioni o di parti di queste,

stimare il livello di angoscia del cliente,

definire il termine della terapia,

stimare se è in grado di aiutare il cliente o di inviarlo ad un analista umano.

 

Nel secondo caso il modello di relazione  on-line si presenta, sempre per Suler (37), con cinque dimensioni:

 

sincrono/asincrono,

testuale/ sensoriale,

immaginario/attuale,

automatizzato/interpersonale

invisibile/ presente.

 

Si tratta delle varie modalità temporali e tecniche (testualità, tele-conferenza- ambienti immaginari) attraverso cui viene a svilupparsi la ciberterpia e che Suler studia anche attraverso varie aree di sperimentazione. Tra queste: l'uso dell'avatar, cioè di immagini che le persone usano per rappresentarsi  in scenari immaginari, gli stati onirici originati da programmi come Palace, i comportamenti devianti on-line, le varie modalità di transfert, le reazioni a mancate risposte nella rete.

 

9

Per quanto riguarda poi  il ciberdiscorso alcune ipotesi e prospettive di riflessione emergono con una certa evidenza con riferimento alle teorie lacaniane. Anzitutto il fatto che il ciberdiscorso è un discorso nel senso in cui lo intende Lacan a partire dal Seminario XVIII, "D'un discours qui ne serait pas du semblant" (1969- 70) e con riferimento a "Funzione e campo della parola e del linguaggio in psicanalisi" (1953) e al Seminario  XVII, "L'envers de la psychanalyse" (1991). Quindi il fatto che il soggetto nel discorso è sempre strutturalmente alienato rispetto alla propria verità e che nel discorso il soggetto fa esperienza solo dell'effetto  di significato e dell'effetto di verità (38).

 

10

Quella di discorso è una categoria  dialetticamente successiva a quelle di parola e di linguaggio cui pure spettano strutturalisticamente  primati nella pratica interpretativa come campo e come ambito pertinente al soggetto nel suo rapporto con l'ordine simbolico. In particolare il fatto che il significante rende il soggetto barrato ($),  che la psicoanalisi stessa è una pratica basata sulla parola, ma soprattutto il fatto che, come sottolinea opportunamente M. Recalcati (39) fa parte della struttura della parola essere legata ad una risposta, concetto questo  abbastanza rilevante nell'ambito del ciberdiscorso. La parola non può prescindere dall'ambito intersoggettivo in una dinamica del desiderio che riguarda le identità, l'alienazione e l'Altro.

 

11

Per quanto riguarda il linguaggio esso è struttura/rete preesistente all'uomo, che lo prende, come sappiamo dagli Scritti, veicolandolo per il desiderio, conseguentemente il soggetto è parlato nell'essere parlante. Ciò porta all'ordine dell'Altro che pertiene all'inconscio, il quale, diversamente da quello freudiano è esteriorizzato, ha nel significante, nella rete dei significanti, una dimensione materiale (40)  che è fondamentalmente storico-sociale. È dunque attraverso  questa delineazione che si può analizzare il ciberspazio come rete simbolica, Altro, spazio di connessioni dei significanti.

 

12

Discorso, quindi, per Lacan è ciò che riguarda la struttura dei rapporti sociali, per la presenza strutturante dell'Altro e l'emergere di un ambito relazionale diverso, rottura epistemologica rispetto, come abbiamo già accennato, all'inconscio freudiano il quale però in Lacan ritorna nelle dimensioni topologica, dinamica ed economica (41) con tutta una serie di rimandi significativi anche per quanto riguarda il ciberdiscorso.

 

13

Per quanto riguarda la topica lacaniana dei discorsi, topica che ci conviene riprendere dal Seminario XVII e dalla Conferenza milanese del 1972 (42) possiamo strutturarla nel modo seguente:

 

 

(/agente/direzione/ "S1"/)->(/"S2"/Altro/sign. padrone/sapere/)                  

---------------------------------------------------------------

(/verità/soggetto /"$"/)<---(/"a"/produz./scarto/godimento/)

 

                                                                                         

Si tratta qui di luoghi, di barre di rimozione, di relazioni, di identità (Vedi Schema del discorso del rovescio della psicoanalisi e Schema del discorso del Capitalista).

La dinamica del discorso riguarda: S1, significante padrone, S2, il sapere, $, il soggetto barrato, l'oggetto /a/ legato al godimento. La posizione di questi elementi nello schema topologico e la loro rotazione per un quarto di giro danno luogo ai quattro discorsi vigenti che sono quelli del Padrone, dell'Isterico, dell'Università e dell'Analista.

 

 

14

La teoria lacaniana dei discorsi introduce dunque una riduzione nella complessità dell'universo di discorso, aprendo epistemologicamente, attraverso il rapporto tra il soggetto e la struttura, attraverso l'introduzione economica dell'oggetto, ad una diversa definizione della categoria di discorso partendo dalla parola e dal linguaggio, proponendo un matema che tende ad avere come campo di indagine la civiltà stessa, il suo disegno e la sua complessità di strutture e di relazioni.

 

15

In effetti i luoghi e gli elementi della teoria lacaniana dei discorsi, come pure tutto ciò che nell'opera lacaniana riguarda i registri dell'immaginario, del simbolico e del reale, nonché il concetto di fantasma (come visto in precedenza) e quanto altro riguarda la dinamica della domanda soggettiva, ovvero il suo procedere incessantemente lungo un bordo ove non è distiguibile un interno ed un esterno: tutto ciò risulta ancona una volta ben utile  per una produttiva analisi  della condizione postmoderna caratterizzata dalle mutazioni tecnocomunicative e cognitive connesse con il ciberdiscorso.

 

16

L'area entro cui situare il ciberspazio- ed attraverso cui viene a prodursi il ciberdiscorso nelle sue varie caratterizzazioni e direzioni- è certamente quella che nella teoria lacaniana dei discorsi riguarda i posti (nota 12)

 

agente---->l'altro

                                                    

                                                    

indicanti nell'altro (S II 234), anche se è una macchina, il luogo della relazione (43) (intersoggettiva), del sapere (44), del Lavoro (45). Restano ovviamente sotto la barra la verità e la perdita (produzione/godimento).

 

 

17

Stabilita l'area di riferimento del ciberspazio ecco che emerge in questo  la scansione dei discorsi che sono i quattro che sappiamo. In primo luogo quelli del Padrone- o della Civiltà- e del Capitalista i quali hanno come invariante logica i posti che abbiamo indicato al punto 15 mentre la struttura si completa nella sua dinamica con le due posizioni  in cui i termini sono invertiti:

 

discorso del Padrone o della Civiltà

 S1          ---->       S2

------                 ------

  $          <-----      a

 

discorso del Capitalista

 $           ----->      S2

-----                   ------

 S1          <----        a  

     

in cui il posto dell'agente, l'elemento che stabilisce la direzione del discorso è occupato, nell'ambito di un discorso generale di civiltà, da un significante padrone e da un sapere  a cui è sottesa la struttura fantasmatica  presa tra verità e godimento.  Qui nel luogo della verità troviamo il soggetto barrato, lo stesso soggetto che direttamente, nel discorso del capitalista, prende le redini del discorso rimuovendo un significante padrone (verità). In tale ambito i discorsi si fanno cyber  nello strutturarsi in una logica algoritmico-simulativa che vede nella parte invariante (altro) il dispiegarsi di un sapere,  di una relazione, di un lavoro i quali  trovano sotto la barra un motore che innesca  incessantemente perdita e godimento e che interessa direttamente il soggetto barrato e un significante padrone (vedi Schema completo del Discorso del Capitalista) di volta in volta in posizione invertita di agente e di verità. In ogni caso il discorso del padrone, come fondativi (46), coincide, in generale, con il ciberdiscorso. Esso comporta l'universale dell'alienazione (47) formulabile come

                                          

                                             

 S1  ---> S2

-------------

      $

 

relativo alla divisione del soggetto ed alla sua produzione. Ma anche lo riguarda una generalità schizoide reticolare propria del pro-gramma capitalistico (48).

Bisogna dire che in effetti  gli algoritmi lacaniani, con la loro articolazione logica, dinamica ed economica (nota 12),  costituiscono una proposta critica abbastanza valida nell'ambito del dibattito sulla rete, metafora del marxiano general intellect  e diamat della logica culturale del capitalismo postfordista (49). L'inquadramento lacaniano dell'universo cyber  va al di là della tradizionale dicotomia apocalittici/ integrati ed offre un approccio ben esplicativo- e già presente sulla scena culturale  attuale- al conflitto tra il dominio del capitale  e la maggiore libertà offerta dalla rete (50).

 

18

Per quanto riguarda  poi la dinamica degli altri  discorsi lacaniani abbiamo anzitutto il discorso dell'Isterico che si produce (per regresso) dal discorso del Capitalista:

 

 

$    ---->   S1

----        -----

 

a   <----   S2

 

in cui la connessione elettronica (CHI) riguarda anzitutto un significante padrone che sottende un sapere il quale richiama un godimento rimosso. Qui il ciberspazio  nella  sua modulazione CHI /VR si fa luogo di una richiesta che è anche offerta (51). Il soggetto barrato come agente cerca un Padrone correlato ad un sapere che, alla fine, risulta sempre essere inadeguato e relato ad un godere nel posto della verità. È ipotizzabile il fatto che l'intenzionale apertura del CHI non sia talvolta estranea all'inizio del discorso isterico, ad un riporto nel luogo dell'Altro del significante (52). La translazione della struttura fantasmatica  è nei luoghi dell'agente e della verità.

 

19

Il discorso dell'Università è quindi connesso al discorso dell'Analista, lo anticipa secondo lo schema

 

S2   ---->  a

-----      -----

S1  <----   $

 

in cui l'universo cyber viene a caratterizzarsi per un più di godere nel luogo dell'altro mentre nel  luogo della produzione troviamo un soggetto barrato (godimento e perdita) relato ad un significante padrone nel luogo della verità, mentre ciò che imprime il movimento discorsivo è un sapere in relazione al più di godere e l'ambito fantasmatico è translato tra l'altro e un godimento rimosso.

 

20

Il discorso dell'Analista  fa emergere, nella parte superiore, il matema del fantasma

 

a   ---->  $

-----    -----                                                    

S2  <----  S1

 

in cui  la dimensione cyber è  saturata dal soggetto barrato al posto dell'altro che sottende un significante padrone nel posto della produzione. La direzione è data da una economia di godimento che rimuove un sapere nel posto della verità. Nella struttura l'economia vigente è quella speculare tesa a far emergere un sapere  da un significante padrone. La VR qui può avere un ruolo importante nell'economia fantasmatica, allo stesso modo la funzione di sembiante d'oggetto che spetta all'analista (53), ovvero specchio vuoto, analista che tende a sottrarsi allo sguardo del soggetto (S II 313), analista il cui discorso è l'inverso del discorso del Padrone.

                                  

21

Relativamente alle scansioni suddette vediamo quindi il ciberspazio caratterizzarsi, in senso generale, come un universo di discorso in cui, come per gli altri discorsi, vi è una costante: il fatto che la metafora, ma soprattutto la metonimia, costituiscono supporto continuo del più di godere (S XVIII) marcando la sua economia. Per quanto riguarda la sua logica algoritmico-simulativa essa tende ad esplicarsi  nella modalità discorsiva

/agente ---> altro/,

come abbiamo visto, modalità generativa  certamente   leggibile nell'ambito /parola<-->risposta/ (54),

interrogazione, ricerca di una risposta da qualcosa, risposta che tende ad essere ipervalutata. In ogni caso gli assi principali di riferimento sono costituiti  dal fantasma, nella sua dinamica funzionale, e da  un ambiente secondo un cibermatema quale

 

S1 ---->S2

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$  <>   a

 

abilitato a  ben richiamare esplicativamente pure  la dimensione VR nella sua fenomenologia e rispetto cui  la prospettiva (lacaniana), che abbiamo delineato, va ben oltre  la formulazione di Suler che considera  riduttivamente (conceptual convenience) il reale ed il virtuale come i poli di un continuum (55). Il cibermatema suddetto   richiama  evidentemente il discorso del Padrone e quello del Capitalista includendo il fantasma (ciò che tiene  per il soggetto il posto del reale) (56) nei posti della verità e dello scarto.

 

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In conclusione la psicoanalisi lacaniana sembra delinearsi come una teoria della mutazione in grado di  snodarsi criticamente sia verso la prospettiva  clinica  sia verso l'ambito generale della  civiltà postfordista. Una sfida, in effetti, che ci riporta a Lacan quando  scrive: "...Vi rinunci dunque piuttosto colui che non può raggiungere nel suo orizzonte la soggettività della sua epoca. Perché, come potrebbe fare del suo essere l'asse di tante vite chi nulla sapesse della dialettica che lo impegna insieme a queste vite in un movimento simbolico. Conosca egli a fondo la spira in cui la sua epoca lo trascina nell'opera continua di Babele, e sappia la sua funzione d'interprete nella discordia dei linguaggi." (57).

 

Gaeta, estate 1998- Baia Domizia, estate 2000

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SIGLE BIBLIOGRAFICHE

S  : Scritti, Torino, Einaudi, 1984  edizione italiana (tr. it. a cura di Giacomo Contri).

S I  : Les écrits techniques de Freud, Paris, Seuil,1975 (tr. It. Gli scritti tecnici di Freud- 1953-54- Torino, Einaudi, 1978).

S II : Le moi dans la thèorie de Freud e dans la technique de la psychanalyse, Paris, Seuil, 1978 (tr. It. L'io nella teoria di Freud e nella tecnica della psicoanalisi- 1954-55- Torino, Einaudi, 1991).

S XI  : Les quatre concepts fondamentaux de la psychanalyse, Paris, Seuil, 1973 (tr. it. I quattro concetti fondamentali della psicoanalisi, Torino, Einaudi, 1979).

S XVII  : L'envers de la psychanalyse (1969-70), Paris, Seuil, 1991.

 

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(1) Vedi anche P. Stanziale, Cyberworld, in Mappe dell'alienazione, Erre Emme,

Roma 1995 

(2) M. Silvestre, Il transfert nella direzione della cura in J. Lacan, M. Silvestre, C. Soler, Il mito individuale del nevrotico, Astrolabio Roma 1986 pag. 110

(3) F. Berardi, Neuromagma, Castelvecchi Roma 1995

(4) B. Vecchi, Il mondo incantato della rete, il manifesto 23.7.2000

(5) S. Turkle, La vita sullo schermo, Apogeo, Milano 1996

(6) P. Lévy, Cybercultura, Feltrinelli, Milano 1999

(7) J. Lacan, Ornicar ? 29:8-25, 1984, pag. 16

(8) J. Suler, The psychology of Cyberspace, Rider Un. Lawrenceville NJ,  8/1996

(9) K. Gergen, The saturated Self: Dilemmas of identity in Contemporary Life,

New York basic Books 1991, pag. 145

(10) S. Turkle, op. cit. pag. 393

(11) M. Pezzella, Narcisismo e società dello spettacolo, manifestolibri Roma 1996, pag. 43 segg.

(12) S. Turkle, op. cit. pag. 265

(13) B. Kunstler, Per una futurologia del sé: come si ridefinisce il concetto di  'identità' in   un mondo ipertecnologico, Chicago 20.7.98 in Mediamente (rai.ed)

(14) N. Holland, The Internet regression, University of Florida, Gainesville1998

(15) K. Ross, in N. Holland cit.

(16) B. Kunstler, op. cit.

(17) P. Stanziale, Cyberworld, in Mappe dell'alienazione cit.

(18) B. Kunstler, op. cit.

(19) P. Stanziale, Per un'economia politica dell'immaginario, in Situazionismo, Massari Editore, Bolsena 1998

(20) J. Baudrillard, L'altro visto da sé, Costa & Nolan, Genova 1987 pagg. 17, 18

(21) J. Baudrillard, cit. pagg. 26, 27

(22) J. Baudrillard, cit. pagg.  34, 35

(23) E. Laurent, I nuovi sintomi e gli altri, in La Psicoanalisi n. 21 1-6, Astrolabio Roma  1997 pag. 47  segg.

(24) S. Zizek, Il Grande Altro, Feltrinelli Milano 1999

(25) S. Zizek, op. cit. pag. 13

(26) S. Zizek, op. cit. pag.  82 segg.

(27) S. Zizek, op. cit. pag. 27

(28) J. Lacan, Compte rendu d'einsegnements, Ornicar ? 29:8-25 1984 pag. 16

(29) J. Lacan, op. cit. pag. 14

(30) J. Lacan, De la Psychanalyse dans ses rapports avec la réalité, Scilicet 1:51-60 1968, pag. 59

(31) S. Zizek, op. cit. pag. 183

(32) G. Riva  C. Galimberti,   The  psychology  of   Cyberspace,  in   New   Ideas   in Psychology 15-2 199 - F. Vincelli, From Imagination to Virtual Reality: The Future of Clinical Psychology, in CyberPsychology & Behavior V2 n. 3 1999- S. A. Merciai, Internet una sfida, in Psiche  1/1998 pag. 161- M. Longo, Psychomedia.it

(33) Tra altri:  J. Suler, Psychology of Cyberspace 6/1999- Identity Management in Cyberspace 5/1996, Rider University Site (Laurenceville NJ)- B. Shneiderman, Human-Computer Interaction Research 12/1999 University of Maryland- S. Roan, Cyber Analysis, Los Angeles Times 6.3.2000- H. Rheingold's Site Internet  / The virtual community book- A. Sodheim's Philosophy and Psichology on the Internet- A. Barak, Psychological Applications on the Internet: A discipline on the Threshold of a New Millenium in Applied and preventive Psychology 8, 10/1999- G. Riva B. Wiederhold E. Molinari, Virtual environments in clinical Psychology and Neuroscience in Studies in Healt Technology and Informatics  58-  2000

(34) J. Suler, Art. Psychology cit.

(35) N. McWilliams,  Psychoanalytic Diagnosis, 1994  in J. Suler cit.

(36) J. Suler, Computerized Psychoterapy 1999, in  Psychology cit.

(37) J. Suler, Psychology cit.

(38) D. Cosenza, Ripensare la struttura, La Psicoanalisi n.18, Astrolabio, Roma 1995 pag. 72

(39) M. Recalcati, Per una introduzione alla logica dei discorsi, in La psicoanalisi, n. 18, Astrolabio, Roma 1995, pag. 25 e segg.

(40) M. Recalcati, cit. pag. 31

(41) M. Recalcati, cit. pag. 32

(42) J. Lacan, L'envers de la psychanalyse, Seuil, Paris 1991 e Lacan in Italia, La Salamandra, Milano 1978

(43) M. Recalcati, cit. pag. 32

(44) A. Villa, Discorso del padrone, discorso dell'isterico e discorso dell'analista, in La Psicoanalisi n. 18 Astrolabio Roma 1995, pag. 42

(45) A. Soueix, Il discorso del capitalista, in La Psicoanalisi n. 18 cit. pag. 50

(46) M. Recalcati, cit. pag. 36

(47) M. Recalcati, cit. pag. 36 segg.

(48) P. Stanziale, Schizo, in Mappe cit. pag. 123 e AA. VV. Psicoanalisi e politica, Feltrinelli, Milano 1973

(49) B. Vecchi, Art. cit.

(50) C. Formenti, Incantati dalla rete, R. Cortina Milano 2000

(51) A. Villa, cit. pag. 42

(52) M. Silvestre, cit.  pag. 130

(53) A. Villa, cit. pag. 45

(54) M. Recalcati, cit. pag. 26

(55) J. Suler, cit. The Two Paths of Virtual Reality, Rider Un. 1999

(56) J. Lacan, Ornicar? cit. 1984,  pag.16

(57) J. Lacan, La cosa freudiana, Einaudi Torino 1972 pag. 176

 

(c) by P. Stanziale 2001